mercoledì 18 luglio 2012
Un altro mare
Ancora un incontro... Domenica passeggiando sulla spiaggia da Frigole verso Torre Veneri ho trovato la carcassa di un delfino. Pensavo fosse un legno guardandolo da lontano. Un legno contorto e secco, di quelli che fanno bello quel litorale, spesso giganteschi, spiaggiati, arrivati chissà da dove. . .Invece no. Grande circa un metro e mezzo, in gran parte scarnificato e rinsecchito, quello mostrava l'incredibile architettura della spinatura del dorso. Nella domenica precedente avevo incontratoi resti di una tartaruga. Che pena vedere la meraviglia consumata dalla morte. Questo che viviamo è un altro mare. Una mare in trasformazione un mare che non fa più sorridere a scrutarlo che non ti fa più inseguire in spensieratezza la linea dell'orizonte. E' un mare denso di pensamenti di lutti. Di paure. E la sua natura è la prima ad essere sconfitta avvelenata, rotta da una idiozia che non ha pause.
venerdì 13 luglio 2012
Territorio
“Quando si è iniziato a parlare di territorio? Quando la provincia ha cominciato a prender corpo come “Salento”? - Quello che conosciamo, quello dell’identità strattonata e usurata, quello della pizzica e dell’enogastronomico per forza e dovunque, quello del marketing territoriale che fa la pezza o la coperta - .Quando la parola territorio ha cominciato a circolare e a pervadere il linguaggio politico, culturale, gionalistico...?” Questa la domanda. Il sociologo indaga, guarda dritto negli occhi... Lui sa che c’è un sovrappiù di senso e di significato nell’uso e nell’abuso e la parola territorio è così carica che non significa più niente... Penso e, non so perchè, vado indietro nel tempo. Anni Ottanta. Ricordo una mattina, un blitz della polizia in un appartamento, dentro c’erano i Cutoliani, pezzi grossi della Camorra. Qualcuno aveva parlato. Quel giorno “nasceva” la SCU e... il territorio (?).
mercoledì 11 luglio 2012
Albergo diffuso
Il sindaco di Nardò, per risolvere il sì e no sulla questione Boncuri, ha lanciato l’idea: facciamo l’albergo diffuso per ospitare i migranti. Il campeggio sarebbe meglio caro sindaco. Un bel camping accontenterebbe tutti, ognuno con la sua tendina, la sdraio pronta, le docce e i wc comuni, il bar alla sera per una birretta dopo il lavoro, un piacere... che, uno, ci ritorna appena può a raccogliere angurie, altro che riduzione in schiavitù! Forse Marcello Risi immagina altro, un luogo meno ameno e più comunitario? L’albergo diffuso è fatto da una rete di accoglienza che si organizza in un territorio per far godere al turista l’essenza intima del luogo che lo ospita. Non è ne la mezza pensione, ne il b&b, è qualcosa di più. E’ stare con le persone, condividere il desco e il dormire, stare nella normalità. Un modo che potremmo chiamare anche integrazione. Ma forse è meglio di no!
giovedì 5 luglio 2012
Meglio esser vecchi!
Lecce non ce l’ha fatta: non sarà Capitale Europea dei Giovani 2015. La proposta fatta non convince e non si passa alla fase finale. Era un risultato scontato? Penso sì! Tante volte s’è scritto tentando di trovare le parole giuste per frenare gli ardori e far capire che non bastano le formule magiche (ad averle) per attivare politiche virtuose capaci di smuovere l’acqua stagna e fare luccicanze capaci d’attirare l’attenzione di chi poi deciderà i destini e le etichettature ad uso e consumo della promozione territoriale. Non è facile ambire, specie poi se le ambizioni devono ogni giorno fare i conti con la realtà, che in questo caso ahinoi, a parte alcune sparate, poco ha a che fare con le politiche per e con i giovani. Quelli che, a dir la verità, si son stancati d’essere considerati una categoria “protetta” solo da far divertire e divagare. Servirebbe altro, già! Servirebbe altro...
mercoledì 4 luglio 2012
Jolanda a Casa Comi
Non ce ne voglia Jolanda, l'apprezziamo da sempre per la gentilezza e per le cose del cucinato, che fan tenerezza perchè ancora tenute in un "antico" che è da preservare com'è, da preservare, la memoria di un luogo che è stanco d'essere solo ricordo: l'Accademia Salentina è la pietra da cui il Salento è partito all'arrembaggio della Storia. Da lì nasce la nostra contemporaneità: l'idea di una Terra capace di incubare e di accogliere il pensiero e il fare creativo. Questa è stata l'utopia di Girolamo Comi, la concreta tessitura de L'Albero. Nelle stanze di Lucugnano e sulle pagine di quella rivista l'incontro è divenuto il carburante di un lento nascere che ha visto, sul finire del Secolo scorso, la piena età. Ahimè, durata poco, se è vero com'è vero, che quel Tempo s'è voluto straniarlo nell'immagine di un Salento a-culturale, dove cultura è tutto e niente e le sapienze sono da stemperare come la pastella delle pittule per friggerle e per far sì che riempiano solo la panza... Come si fa ad essere indifferenti a questa verità?
martedì 3 luglio 2012
Lo sguardo e l'arte
Una nuova leva di sguardo trova spazio, e si afferma. Per quanto tempo questo territorio ha sofferto per l'endemica mancanza di critica d'arte? Finalmente l'incanto del soldo s'è rotto e, quanto maturato nell'ultima piega di tempo, porta in dono una militanza che (per chi lo sa e anche per chi non lo sa) fa tesoro del Fate Fogli di Poesia Poeti di Antonio L. Verri. Lì era scritta la rottura con l'accademismo e con la delega al poter dire... Stucchevole, per molti versi, quello che la scrittura critica e la "curatela" salentina hanno prodotto in ambito artistico per tanto, troppo tempo. Adesso il campo è “libero” e, salvo alcune ostinazioni istituzionali, che poco dicono ai movimenti in atto, la terra si muove. Andate alla E-Lite se vi capita, a vedere le tessiture pittate messe su da Lorenzo Madaro. Oppure bussate alla porta di Koreja e chiedete il catalogo di "Senso plurimo" che ha la regia di Marinilde Gianndrea. Poi, non guasta andare a spiare a Palazzo Vernazza dove Sm-Art Lab dialoga con Art and Ars per metter su la mostra di un illustre straniero-salentino. E poi ci sarà Sambati a Lequile... e poi...
lunedì 2 luglio 2012
"Dove cercare?" "Nella piega...". Così mi diceva se chiedevo. E mai risposta fu più saggia per formare l'attenzione. Guardiamo ma poche volte capiamo che ciò che vediamo è illusione. Non è verità. Se mai verità può esistere. Il luccicare pervade fa occupazione d'occhi e ciò che brilla attrae. Meglio ridere. Meglio bearsi nella superficialità che cadere. Meglio la pista d'un lancio verso l'infinito che provare la caduta: meglio meglio meglio. Così detta la consuetudine... Monotona senza mai determinare un accapo... Ah! La vertigine! Ieri sussurrava oggi urla. Ieri chiedeva sempre permesso, oggi se vuole qualcosa se lo prende. Ieri rifiutava oggi cosa bella, ogni dono... Oggi finalmente prende tutto, lo vuole e non ha paura di sempre eccedere. La vita è così gioca sul bilico. Beato che quel bilico ogni giorno lo sperimeta senza paura d'andare a capo, di provare la vertigine, la caduta, la ferita!
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