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sabato 2 marzo 2013
Cartoline - Lecce beddrhu che?
Sembrano storditi! Ad una settimana dall'esito elettorale, la "classe politica" italiana, sembra ancora non essere capace di riprendersi dalla batosta che i cittadini, le persone (che non sono più la gente), le ha sonoramente attribuito. Se non fosse che Beppe Grillo pare anche lui un suonato, si protrebbe sostenere che la rivoluzione è in atto. Il cambiamento - che molto spesso non ha mira se non quella che si forma nella pratica quotidiana del costruire - sembra aver preso il passo: ma non c'è guida, non c'è comandante e nemmeno un medico capace di porre rimedio: la questione psichiatrica - com’è d’uso in Italia - regna sovrana! Alcuni invocano formule che non son capaci poi di sostenere nella realtà... Beato il nostro sindaco che si presta al set e beata Simona Manca che un pò l'invidia. Beddhru Lecce Style gli ha incantati per la possibilità di promozione del territorio che offre. Sarà, io non capisco, e certo non rido!
domenica 23 dicembre 2012
Manca qualcosa?
Sarà che son stupido - me lo dico ogni mattina, al risveglio, nel continuo cercare di capire ciò che non capisco... ma come si fa a non considerare spreco, inutile spreco, (anche se dicono gratuito) il modo in cui, l’Amministrazione Comunale, offre il Natale ai cittadini... Leggete: “Dopo le luci, l'albero sull'ovale della piazza, il raggio laser che attraversa in direzione Betlemme tutta via Trinchese, la grande stella cometa, il presepe nell'Anfiteatro Romano e il 3D Video Mapping sul Palazzo INA di piazza S. Oronzo arriva, ultimo in ordine temporale, il contributo dell’Assessorato di Andrea Guido: una monumentale immagine sacra della Madonna proiettata nei pressi dell’anfiteatro a fare da sfondo al grande presepe”, così in una nota dell’amministrazione comunale. A che serve tutta questa “roba” certo non aiuta a comunicare il senso di questo Natale. Forse ci vogliono ispirare speranza? Bha! Qualcosa manca...
sabato 22 dicembre 2012
Lui è solo, speriamo!
“Neanche una telefonata, m’ha fatto” si lamenta Silvio Berlusconi con Mario Monti , da lui nominato “federatore” del Centrodestra... non ha voluto!?, e allora botte... Attacca, il conducator, ops... il federator; se attacco si può chiamare il continuo vaneggiare di chi, isolato, cerca di mantenersi a galla. Che questo fa l’uomo col doppiopetto e la camicia nera sfondando le orecchie agli italiani appena gli è a tiro un microfono o una telecamera. Se non ne vede, se li va a cercare, e m’immagino la pena del suo ufficio agitazione e propaganda - anche se, in verità, credo faccia tutto da solo, chi mai gli può star dietro? - a dover chiamare quello e quell’altro per concertare ospitate senza contraddittorio. Scontate quelle giocate in casa ad uso e consumo dei lacchè... le altre verranno e ci accorgeremo che Lui, è solo, sempre più solo. Neanche un “fratello d’Italia” a far compagnia... Insomma il “centrino”, quello del vaticinio per Monti, sarà il suo. Speriamo!
venerdì 21 dicembre 2012
La fine è non iniziare
Fine o inizio? Che importa! Solo marketing! Propaganda per dar benzina ai media. Stare a vivere è altra cosa! Guardo, intorno si muove la città, persa dentro una frenesia che non ha orizzonte. Frastornata. Sconfitta. Luci, lucine... a tenerle una ragnatela di fili, tutti a vista, orribili, quasi che l’allestimento non sia da guardare al mattino, nella sua approssimazione. Anche la musica diffusa sul corso della passeggiata: “Una cosa fastidiosissima” dice uno. Allora, non sono solo a pensare che tutto questo “festeggiare” è spreco! Solo spreco! L’assenza di un’idea di sobrietà, di rigore, di capacità creativa nell’ immaginare che il Natale può essere cosa diversa, che un presepe si può fare anche senza spendere una lira, posizionando un bambinello nella casa del Sedile... Ecco, la “fine” vera è in questo continuo consumare, in questo sprecare possibilità di rinascita... di nuovo pensare. Nell’occasione persa di mostrarsi come altra cosa.
giovedì 20 dicembre 2012
Bersani e le figliolanze
Si fanno nomi, in rete ed anche sui giornali, di candidati per il Partito democratico alle prossime elezioni politiche... e si fa scuro il cuore! Siamo alle solite: il problema leccese è un problema antropologico e non politico. Un inchiodamento nell’idea dell’essere subalterni all’aristocrazia (con tutti i suoi travestimenti) che si perpetua nel tempo, seminado figliolanze nei sistemi di potere e di gestione. Che tristezza! Quella viene, soltanto quella! Che la rabbia, non val la pena di spenderla a suffragio. Non è tanto per i padri o per i figli... ma non si sentono meschini ad esser nominati così come si usava per i cavalieri, con lo spadone calato sulla spalla? Almeno quelli, alcuni almeno, andavano a far battaglia. Questi stanno lì a parlare, parlare, parlare... che alla lunga con la loro saccenza rompon le cervella... Anche se li spacciano per nuovi son logori e logorati, non vi pare?
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